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WastEnd, l’officina del futuro

Un progetto innovativo, lungimirante e concreto

L’inizio di un cambiamento epocale nel modo di concepire e gestire i rifiuti. Gli scarti diventano risorsa, fattore di nuovo sviluppo. Waste Italia (controllata principale di Gruppo Waste Italia nel settore ambientale) investe sul territorio di Chivasso (TO) per realizzare la prima officina del futuro, rafforzando il radicamento territoriale già in essere, grazie alla presenza di un impianto di selezione e trattamento dei rifiuti speciali.
Il Sindaco di Chivasso, Libero Ciuffreda, ha dichiarato: “Ho proposto all’Amministrazione comunale di aderire alla delibera ”Rifiuti zero” in accordo con l’Assessore all’Ambiente, per aumentare la raccolta differenziata, la cultura e l’educazione ambientale sul territorio. Avere un centro innovativo di riciclo che guarda al futuro mi inorgoglisce, perché finalmente il rifiuto viene trasformato in risorsa. Attraverso l’ingegnerizzazione dei materiali si apriranno nuove opportunità di lavoro e di ricerca tecnologica, salvaguardando l’ambiente”.


Il progetto

WastEnd è un progetto pionieristico, un centro unico nel suo genere, dove entreranno scarti e usciranno materiali utili e dove il rifiuto sarà messo a dimora solo se non più recuperabile.
 Inserito in un’area industriale, adiacente all’impianto già presente, WastEnd sarà un vero e proprio parco del riciclo in cui i rifiuti sapranno diventare “materie prime seconde”, cioè materie riutilizzabili in nuovi contesti. Il progetto si ispira ai più moderni centri del riciclo, come ad esempio il parco Hiriya in Israele, e permetterà di “chiudere” il ciclo dei rifiuti e di dare vita a possibili attività di filiera, con start up di nuove aziende del settore.
Con WastEnd, Chivasso farà parte dei primi 300 comuni in Italia, il primo in provincia di Torino, che aderiscono a un percorso verso il “Rifiuto zero”, a cui il nome “WastEnd, l’officina del futuro” fa riferimento. Un vero cambio di prospettiva in cui i rifiuti dovranno essere ripensati come risorsa e non più come peso. I materiali di scarto devono quindi essere raccolti in modo differenziato affinché possano essere valorizzati e diventare materie utili per nuove lavorazioni.
Per esempio si possono ottenere oggetti in plastica o filati dagli imballaggi, compost dai rifiuti organici o, ancora, si può ricavare materiale per piste ciclabili e pannelli anti-shock per i parchi giochi dal riutilizzo di pneumatici usati.


Non solo ambiente: Wastend come risorsa per il sociale
Un progetto che non si esaurisce nelle questioni ambientali, ma che avrà anche ricadute positive sul territorio in quanto consentirà di creare da 20 a 50 posti di lavoro entro 5 anni e darà impulso allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali. Inoltre, fornirà benefit tangibili al Comune e ai suoi cittadini, come:

  • metano per alimentare i mezzi pubblici;
  • orti per i cittadini;
  • laboratori didattici;
  • materiali per asfaltare piste ciclabili o produrre arredi urbani in coerenza con la legge sugli acquisti verdi per la Pubblica Amministrazione (Green Public Procurement).


Wastend come polo di ricerca
Il carattere fortemente innovativo del progetto si dimostra anche nell’intenzione di creare un centro di ricerca – in accordo con il Mondo Accademico - per la progettazione di nuovi materiali e oggetti ricavati dal recupero degli scarti, anche dal punto di vista del design sostenibile.
 
WastEnd si articola in alcuni step e, compatibilmente con le autorizzazioni, sarà operativo in due anni. Il piano di comunicazione è stato condiviso con la cittadinanza, coinvolgendo in modo attivo gli stakeholder. Il tavolo ha coinvolto le associazioni ambientaliste e di categoria, oltre al Comune stesso, in un percorso di affiancamento e monitoraggio di tutte le azioni progettuali.

I punti chiave del progetto

  • Creazione di un centro del riuso +

    I cittadini potranno conferire e ricevere materiali ancora funzionanti o che necessitano di piccole riparazioni, ma con la possibilità di essere usati. Il centro sarà in linea con la normativa europea che chiede prima di tutto di evitare la produzione di rifiuti e di favorire il riuso. Autorizzazione per il riempimento di alcuni spazi nell'impianto esistente, operazione che non richiederà alcun aumento di consumo di suolo.
  • Impianto di Compostaggio - Anaerobico +

    L'Obiettivo è quello di produrre compost di qualità attraverso una serie di progetti mirati sul territorio come il Progetto orti didattici la produzione compost di qualità da utilizzare nel verde pubblico e il rifornimento dei bus a metano con il biogas prodotto dall’impianto.
  • Impianto terre da spazzamento +

    L'obiettivo è quello di risparmiare con l'uso dei materiali inerti naturali e ottenere una maggior igiene pubblica legata allo spazzamento stradale
  • La fabbrica dei materiali +

    Impianto di Valorizzazione delle raccolte differenziate e produzione di materia prima seconda utilizzabile. L’innovazione risiede nella lavorazione interna delle plastiche eterogenee, derivanti dalla selezione della plastica da raccolta differenziata, dal recupero delle plastiche fuori specifica presso ecocentri comunali, previo specifico accordo con i consorzi e le associazioni d’ambito. In Italia sono già attive realtà importanti.
  • Impianto cogenerazione +

    Energia elettrica e termica grazie al trattamento meccanico biologico e pre-trattamento del percolato
  • Impianto di Pneumatici fuori uso e gomme tecniche +

    Produzione di materia prima seconda utilizzabile per asfalti eco compatibili e manufatti.
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